I piedi sono una parte fondamentale, letteralmente, del nostro sistema posturale. Informano il cervello sulla linea del suolo e sulla posizione del nostro corpo rispetto al suolo. Piedi e caviglie trasmettono quindi informazioni sia su quello che succede all’interno del corpo tramite i tendini, articolazioni, muscoli, sia su quello che succede all’esterno tramite sensori cutanei estremamente sensibili che riescono a percepire differenze di pressione anche d’un grammo.
Allo stesso tempo i piedi formano le fondamenta della costruzione che è il nostro corpo. Devono essere equilibrati e robusti per sostenere le gambe, la colonna vertebrale, le braccia e la testa. Se la nostra base è storta o debole, questo si rifletterà su tutto il corpo. Come ha sottolineato Ida Rolf, la fondatrice del Rolfing “Le tracce di un uomo raccontano una storia abbastanza vera. Danno informazioni su caviglie e ginocchia, ma ancora di più su fianchi e bacino. Se un piede viene costantemente estroflesso [inclinato sul bordo interno], la caviglia, il ginocchio o, forse più probabilmente, l’intero bacino viene ruotato”

Diventare montagne
Nello yoga, pratichiamo tanti asana in piedi che permettono di costruire la stabilità nei piedi, energizzare le gambe e sostenere così una postura corretta. L’espressione la più essenziale di questo concetto è rappresentata dalla posizione di Tadasana (la montagna). Questa posa ci insegna a essere correttamente eretti, collegati al suolo ma diretti verso il cielo. “La montagna è sempre stato un simbolo forte per l’umanità. E’ l’asse del mondo, simbolo di trascendenza e luogo d’incontro tra cielo e terra. In India, le divinità hindu risiedono sulla sua cima mentre i saggi trovano rifugio nelle sue caverne […] Tadasana, la Montagna, è la postura dalla quale si incomincia tutta una serie di posture in piedi e alla quale si torna sempre. Così come la montagna Mainaka offre l’ospitalità ad Hanuman, Tadasana offre allo yogi un momento di pausa gradito, permettendogli di riprendere fiato e di ripartire con buone basi di allineamento” (estratto da “Le Chien Tete en Bas”, tradotto dal francese da me)

La nostra abilità nel restare correttamente in piedi è determinata principalmente dall’allineamento dei piedi e, più specificamente da un equilibrio tra lato interno ed esterno dell’articolazione della caviglia. Nelle persone che hanno archi caduti o, come vengono comunemente chiamati, piedi piatti, la mancanza di supporto dell’arco provoca il collasso della caviglia interna (la base della tibia) verso l’interno e verso il basso. Una volta che la caviglia interna cede, anche l’inguine interno spesso collassa. A sua volta, la debolezza dell’interno coscia lascia la parte bassa della schiena vulnerabile alla compressione.
La base del lavoro sul piede in yoga consiste proprio in questo: imparare a sollevare l’arco, che il piede sia piatto o meno. Questa azione si chiama Pada Bandha, il sigillo (energetico) del piede.
Pada Bandha
La chiave per creare archi del piede forti è innanzitutto di estendere il piede, facendo spazio nella pelle, nei muscoli e nei tessuti connettivi che uniscono le 26 ossa di ciascun piede.
La prima cosa da fare quindi è radicare i contorni dell’arco. Vogliamo specialmente piantare il tallone (interno ed esterno) insieme alla base dell’alluce e alla base del mignolo. Questa azione forma una base larga e stabile per il piede e, per effetto di rimbalzo, permette all’arco del piede di innalzarsi.
Per completare quest’azione e sollevare maggiormente gli archi, dovete ancora attivare i muscoli della parte inferiore della gamba che si collegano all’arco. Probabilmente il più importante di questi è il tibiale anteriore, che corre lungo il bordo esterno della tibia, attraversa lo stinco anteriore interno sopra la caviglia e si attacca vicino alla base dell’alluce. Visualizzate questo muscolo e provate ad attivarlo. Dovreste sentire l’arco del piede che si solleva. Questa sensazione di sollevamento viaggia poi dall’arco interno lungo lo stinco esterno fino al ginocchio e poi su per l’interno coscia, fino al pavimento pelvico. Attenzione però a tenere le dita dei piedi leggermente distese, invece di stringerle contro il pavimento o fletterle verso il soffitto. Lo conferma Mark Stephens, insegnante di yoga e autore di diversi libri di referenza “la parte più difficile consiste nel cercare di mantenere questo risveglio dei piedi mentre si rilassano le dita”.
Mula Bandha
Poiché Pada Bandha supporta l’elevazione delle caviglie, delle ginocchia e dell’inguine interno, supporta anche il sollevamento del pavimento pelvico noto come Mula Bandha.
Le piante dei piedi e il pavimento pelvico si specchiano. L’elasticità e il tono posturale dei piedi aiutano a determinare il tono del pavimento pelvico. Soprattutto quando invecchiamo e il peso degli organi interni li attira all’interno del compartimento addominale, costruire un buon tono e sollevare i piedi aiuta a tonificare i muscoli perineali e impedisce alla gravità di ottenere il meglio da noi.
Fuori dal tappetino
Insieme alla pratica degli asana, possiamo adottare nuove semplici abitudini per migliorare la mobilità e la forza dei nostri piedi. Camminare a piedi nudi appena possibile, per esempio, ci permette di sviluppare una maggiore sensibilità al suolo sotto i piedi. Inoltre, quando siamo scalzi a casa, viene più facile incorporare esercizi per i piedi nella nostra routine quotidiana. Potreste così pensare a sollevare gli archi e ad allargare le dita dei piedi in cucina mentre aspettate che esca il caffè della moka o che l’acqua della pasta inizi a bollire 😉
Adottare una postura corretta significa connettersi con un posizionamento interno più giusto. È creare uno spazio per essere veramente un essere umano posto tra Cielo e Terra, assumendo la sua natura materiale e terrena e tuttavia raddrizzato verso la sua natura divina fatta di nobiltà e amore.
(“Mon corps au pays des merveilles” della Dottoressa Clara Naudi, tradotto dal francese da me)
Fonti:
Mon corps au pays des Merveilles, beauté et intelligence de l’Anatomie Humaine, DR Clara Naudi, Editions Phidias, 2020
Le chien tête en bas, 45 histoires d’asanas, Clémentine Erpicum, Editions La Plage, 2019
L’insegnante di yoga, le techniche e le basi, Mark Stephens, Edizioni Macro, 2010
The Importance of the Feet in Yoga—On and Off the Mat, Tias Little, Yoga Journal, 2007